Il Curioso Caso del John Lennon Museum

Buona domenica.

Direi che è quasi diventato un appuntamento fisso con i nostri quattro scarafaggi.

Oggi vi volevo parlare di un museo dedicato a John (Lennon).

Facciamo parecchi passi indietro e andiamo alle origini.

Tutto nasce in Giappone, nei pressi di Tokyo, in un paesino chiamato Omiya. Qui i doveva costruire uno stadio e vari centri commerciali, ma dopo svariate discussioni si pensò ad un museo dedicato a Lennon. Venne contattata Yoko Ono, che con enorme stupore accettò. Queste furono le sue parole: “John was a world citizen and his message needs to be passed along to the next generation. Omiya is as good a place as any”. (John era un cittadino del mondo e il suo messaggio ha bisogno di essere trasmesso alla prossima generazione. Omiya è un buon posto come qualsiasi altro).

I lavori iniziarono nel 1998 e il 9 ottobre 2000 il museo venne finalmente aperto al pubblico. E’ stato l’unico museo ufficiale su John. All’arrivo i visitatori venivano accolti da un breve cortometraggio. All’interno la visita si snodava tra cimeli originali, donati da Yoko, quali scritti, schizzi, disegni e materiale vario.

C’era anche il pianoforte bianco usato durante le riprese di “Imagine”. Quest’ultimo però era una copia, l’originale è a new York insieme a Yoko.

Una particolarità? Yoko fece installare un telefono bianco in mezzo al nulla, come se fosse un’opera d’arte. Prima o poi qualcuno non avrebbe resistito e avrebbe alzato la cornetta, quasi sicuramente. Chi l’ha fatto ha potuto parlare con Yoko in persona. Pochi a dire la verità, ma credo che l’artista “pazza” che è in lei si veda anche in queste piccole cose.

Nella parte finale, oltre ad uno shop enorme, si poteva trovare una specie di house cafè, dove poter ascoltare, leggere o semplicemente sfogliare libri e dischi riguardanti sia i Beatles sia la carriera solista.

E venimo a noi. Il 30 settembre 2010 il museo viene chiuso perchè il contratto con Yoko scade.

La domanda sorge spontanea: perchè non venne rinnovato il contratto? I visitatori non mancavano di certo e la fama del museo era ormai chiara.

Queste furono le parole di Yoko: ”

To those of you who’ve loved the John Lennon Museum

John Lennon’s destiny spanned the whole world. His spirit came alive through movement, and without movement, it dies. If the Museum which houses his spirit never moved, it would be a grave, not a Museum. John does not have a grave. When he passed on, I publicly announced that I would not be holding a funeral for him. I did so because I knew his spirit would live forever.

After ten years here, John’s spirit is now moving on—looking onward to the next journey. Thanks to your love for the Museum, what we’d thought would be five years became ten. 

I’m so grateful to those of you who’ve loved the John Lennon Museum. John’s spirit lives on in each one of you, and I know your spirits will be the power of love that brings peace to the world. Thank you, everyone!”

With love
 Yoko Ono
 Early spring, 2010

Vedremo dove lo spirito di John vorrà mettere le radici per un nuovo museo.

Di sicuro non ha bisogno di un luogo in particolare per essere ricordato, ce lo portiamo tutti i giorni nel cuore, nell’anima.

ArtEC

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