Dilemma..Quasi esistenziale

Fin dalle scuole medie, da quando cioè ho iniziato a studiare la storia dell’arte e mi sono avvicinata ed ho potuto provare alcune tecniche, seppur di base. Lì è cominciato tutto, si è fermato, e al momento  ripreso. Sto parlando della sperimentazione e della ricerca di un proprio stile personale. Ma tutto ciò mi conduce ad una domanda a dir poco esistenziale: perchè un artista viene consacrato praticamente sempre dopo la sua morte? Perchè un pittore deve morire per farsi conoscere e per venire poi rimpianto? Non possiamo cambiare quest’abitudine che continua ormai da troppi anni, anzi secoli. Mi sentirei di dire che si dovrebbe dare più credibilità ai giovani, perchè sono loro che costruiscono il futuro..o no? Solo io mi pongo questa domanda? No perchè nella pazzia dell’artista bisogna capire se c’è qualcosa di buono oppure no.

Questa è una domanda che spesso mi pongo, ma purtroppo non riesco a dare una risposta. Il fatto è che magari una persona sente qualcosa dentro (non so come spiegarmi) però sa già in partenza che non avrà un briciolo di visibilità. Ecco questo ferma, a mio parere, molte persone, purtroppo.

Consigli su come affrontare questa cosa?

 

ArtEC

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